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La città universitaria di Valencia

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Come dicono le parole di una famosa canzone popolare, resa immortale dai numerosi valenti tenori che l’hanno intonata, Valencia è la terra dei fiori, della luce e dell’amore…e hanno ragione. Valencia è una terra di passione e tradizione, che difende con orgoglio la propria identità regionale, e possiede lo stesso calore e allegria delle altre regioni spagnole. Ora, però, esiste anche un’altra faccia di Valencia, affascinante e rivoluzionaria, che promuove le scoperte e si è trasformata in una città cosmopolita e fiorente, un ulteriore esempio dello splendore della Spagna.

Valencia è la terza città della Spagna ed è capitale amministrativa della regione autonoma chiamata “Comunitat Valenciana” che comprende Valencia, Alicante e Castellón sulla costa mediterranea orientale della Spagna. Si trova vicino alla foce del fiume Turia, è circondata da montagne, e si distende su quella fertile porzione di terra spagnola chiama “La Huerta”, l’orto, a circa 350 km ad est di Madrid e a sud di Barcellona. La provincia di Valencia vanta un ambiente variegato: dai chilometri di spiagge bagnate dal sole e distese sinuose di giardini di aranci, agli impressionanti canyon del fiume e alle pinete delle montagne. Anche la città di Valencia è versatile e indefinibile, profondamente spagnola e orgogliosa assertrice delle tradizioni regionali; e vanta anche uno dei paesaggi più futuristici in Europa, ed è diventata una città moderna che offre sale mostre all’avanguardia, festival scintillanti, una vita notturna leggendaria, alberghi favolosi, magnifici negozi, spiagge splendide, moltissimi siti di interesse, squisite “tapas” e, ovviamente, la migliore “paella” al mondo.

I valenciani sono estremamente orgogliosi dei festival di Valencia, eventi di solito esuberanti e opulenti che costringono ad un tour de force dei party. Famosissime sono le “Fallas” in marzo, che trasformano la città con 5 intensi giorni di fuochi pirotecnici, falò durante i quali si bruciano effigi e infinite danze per le strade, dove si trovano anche cibo e bevande a volontà. Altre feste regionali altrettanto uniche e ricche sono: il festival “Tomatina”, una battaglia a colpi di pomodori che si svolge nella vicina Buñol; l’infiorata che copre le strade in occasione della processione dedicata a Nostra Signora del Perdono; la fiera di luglio ricca di fiori colorati; gli oggetti spettacolari di marzapane, e la riedizione del giorno degli innamorati, anche festa nazionale, tra i Mori e i Cristiani, che si svolge ad ottobre. Questi sono tutti esempi di quanto i “valencianos” prendono sul serio i loro festival.

Il ricco patrimonio storico di Valencia si riflette nell’abbondanza di monumenti, tutti a ricordare con forza gli eventi diversissimi che hanno colpito la città. Le rovine romane testimoniano dell’occupazione romana e, di fatto, già l’origine del nome rimanda al latino “Valentia”; il ricco lascito dei Mori è visibile in tutta la città; El Cid, il leggendario eroe spagnolo, lasciò il suo marchio indelebile sulla regione; la Borsa della Seta, Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO, riflette la prosperità di Valencia durante il suo secolo d’oro; e si crede che nella cattedrale sia conservato il Santo Graal.

L’altra faccia è la Valencia moderna, contemporanea ed altrettanto seducente. Vicino al centro della città si trovano due splendide spiagge, mentre la Città delle Arti e delle Scienze, il paesaggio futuristico del pluripremiato architetto valenciano Santiago Calatrava, attira milioni di visitatori all’anno. Un parco lungo 10 km, ricavato nel letto prosciugato dell’ex fiume Turia, ha reso Valencia una delle città più verdi d’Europa. Altra grande attrazione è il circuito cittadino che ospita ogni anno una gara di Formula Uno, e l’aver ospitato l’America’s Cup ha permesso alla città di trasformare l’area del porto in una zona ricreativa eccitante, che vanta un porticciolo sofisticato e un elegante yacht club.

Dal foro romano alla Città delle Arti e delle Scienze Passeggiando per Valencia è possibile percepire tra le mura e nelle strade le tracce di un passato ancora vivo. Dai resti del foro romano fondato da Junius Brutus, che diede origine a Valentia, rinvenuti nell'attuale piazza della Virgen, all’emblematica Città delle Arti e delle Scienze, la fisionomia della città ha subito varie trasformazioni e sono stati portati alla luce monumenti che sono testimonianza di epoche passate.

La Cattedrale di Valencia sorge nel luogo in cui fu eretta la prima chiesa della città in epoca romana e, successivamente, una moschea araba. Edificata tra il 1262 e il 1426, gli ampliamenti e le ristrutturazioni successive hanno lasciato traccia nell'interessante sovrapposizione di stili sul predominante gotico originario.Il Miguelete, la torre simbolo di Valencia nel mondo, è il campanile gotico della Cattedrale. Si innalza su 50,85 metri d’altezza, misura equivalente a quella del suo perimetro. Lo sforzo necessario per salire i 207 gradini che portano in cima, è ampiamente ricompensato dalle splendide vedute sulla città.Di particolare interesse, sempre nella piazza della Virgen, la Basilica della Virgen de los Desamparadose, molto vicino, il Convento Reale di Santo Domingo, eretto dall’ordine dei domenicani nel XIII secolo con l’approvazione del re Giacomo I. Nel centro storico di Valencia è possibile vedere altre chiese interessanti, in particolare quelle di Santa Catalina, San Nicolás e San Martín.L’architettura civile occupa un posto di rilievo nella storia della città. Delle antiche mura medievali si conservano due porte d’accesso, le Torri di Serranos e le Torri di Quart.L’architettura civile occupa un posto privilegiato nella storia della città. Dell’antica muraglia medievale si conservano due antiche porte d’accesso alla città, le Torri di Serranos e le Torri di Quart.

Il Palazzo della Generalitat, edificato nel XV secolo e ampliato tra il XVII e il XX secolo, è in stile gotico. L’edificio, attualmente sede del Governo della regione autonoma, si distingue dall’esterno per il torrione rinascimentale che s'affaccia sulla piazza di la Virgen.

Tuttavia, ciò che colpisce di più è la Borsa della Seta, un elegante edificio gotico eretto alla fine del XV secolo e dichiarato Patrimonio dell’Umanità. È un antico luogo di transazioni commerciali e all’interno ospita dei veri e propri tesori, come il monumentale Salone delle Colonne, il Torrione Centrale e la Sala delle Assemblee del Consolato del Mare. Il Municipio, in pieno centro storico della città, fa parte nell’antico gruppo della Casa Reale de la Enseñanza del XVIII secolo. Anche il modernismo ha lasciato alcune tracce nella città, come il Mercato Centrale, costruito in ferro, cristallo e azulejos (piastrelle decorate), il Mercato di Colón o la Stazione del Nord.

A quest’importante eredità architettonica si unisce un gran numero di musei. Uno dei simboli della città è la Città delle Arti e delle Scienze, un complesso futurista che ospita il Cinema-Planetario L’Hemisféric, il Palazzo delle Arti, dedicato alla promozione e alla diffusione dell’arte, il Museo delle Scienze Principe Felipe e il Parco Oceanografico Universale.

Valencia, grazie all’Istituto Valenciano di Arte Moderna (IVAM), occupa uno dei primi posti nel panorama dell’arte contemporanea spagnola. Dispone di nove gallerie che ospitano le collezioni permanenti di Julio González e Ignacio Pinazo, nonché altre mostre temporanee di pittura, fotografia e arte moderna, dalle avanguardie degli inizi del secolo a oggi.

Il Museo delle Belle Arti San Pío V, situato in un edificio barocco, è uno dei più rinomati della Spagna grazie alle sue collezioni di primitivi valenciani, autori della scuola di Valencia come Hernando Yáñez de la Almedina, Juan de Juanes, los Ribalta, Ribera, Espinosa, Vicente López, Sorolla e Pinazo e altri della caratura di Pinturicchio, Andrea del Sarto, Van Dyck, Murillo, Velázquez, Bosch, El Greco e Goya. Il museo, inoltre, ospita sculture di Mariano Benlliure e interessanti reperti archeologici.

Un’altra notevole pinacoteca si trova nel complesso del Colegio del Corpus Christi. Il Museo del Patriarca vanta una collezione pittorica di opere del XVI e XVII secolo, nonché opere di Juan de Juanes, El Greco e dei primitivi fiamminghi. Sull’altare maggiore della chiesa è possibile ammirare “L’ultima cena” di Ribalta, oltre agli arazzi fiamminghi nella Cappella della Comunión. Il Museo Nazionale della Ceramica e delle Arti Suntuarie González Martí si trova presso il Palazzo del marchese di Dos Aguas, edificato verso la fine del XV secolo e ristrutturato nel XVIII secolo. Al suo interno è possibile ammirare una vasta collezione di oggetti di ceramica di Manises, Paterna e Alcora, alcuni dei quali risalenti all’epoca cristiana. Sono di grande interesse anche le collezioni di ceramiche antiche, i socarrats (piastrelle lisce dipinte su maiolica), gli oggetti cinesi e giapponesi e quelli firmati da autori come Picasso. Il carattere festivo degli abitanti di Valencia è racchiuso in due musei: il Museo Fallero, che raccoglie i ninots indultats (i pupazzi di cartapesta risparmiati dal fuoco) dal 1934 e altri elementi che illustrano la storia delle Fallas, e il Museo dell’Artista Fallero, che ospita una mostra di bozze, manifesti, fotografie e ninots indultats. Da non perdere nemmeno il Museo della Città né il Museo Storico Comunale, nonché le case di personaggi illustri quali Vicente Blasco Ibáñez o José Benlliure.

 

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